Milioni di PC eseguono ancora Windows 10
A quasi un anno dalla fine del supporto ufficiale per Windows 10, molte organizzazioni utilizzano ancora questo sistema operativo nella loro infrastruttura IT. Sebbene, a prima vista, i computer continuino a funzionare normalmente, la realtà dal punto di vista della sicurezza è completamente diversa.
Questo articolo si basa su un’analisi pubblicata da Lansweeper. I dati raccolti da milioni di asset IT e decine di migliaia di organizzazioni in tutto il mondo mostrano che i dispositivi che eseguono Windows 10 accumulano quasi tre volte più vulnerabilità attive rispetto a quelli con Windows 11. La differenza non è solo statistica, ma rappresenta un rischio concreto per la sicurezza delle aziende e per la continuità operativa.
Windows 11 domina, ma milioni di PC utilizzano ancora Windows 10
Secondo i dati di Lansweeper, Windows 11 è in esecuzione su circa il 78,8% dei dispositivi Windows. Allo stesso tempo, il 16,9% dei PC utilizza ancora Windows 10. In altre parole, circa un PC su sei continua a funzionare con un sistema operativo che non beneficia più degli aggiornamenti di sicurezza.
La migrazione accelerata osservata prima della cessazione del supporto Microsoft è rallentata significativamente. Le organizzazioni che hanno potuto effettuare l’aggiornamento lo hanno già fatto, e quelle rimaste affrontano, in genere, difficoltà di implementazione. Queste possono variare: hardware incompatibile, applicazioni obsolete o vincoli di budget.

La vera differenza tra Windows 10 e 11 è il livello di rischio
L’indicatore più importante presentato da Lansweeper non è la percentuale dei dispositivi migrati, ma il livello di esposizione alle vulnerabilità.
L’analisi mostra che:
- un dispositivo con Windows 10 ha in media 1.903 vulnerabilità (CVE) attive;
- un dispositivo con Windows 11 ha circa 652 vulnerabilità attive.
Il risultato è un rapporto di circa 2,9 a 1, il che significa che i sistemi Windows 10 sono esposti a un rischio quasi tre volte maggiore.
Ancora più preoccupante è il fatto che questa differenza continua a crescere ogni mese. Microsoft pubblica correzioni di sicurezza per Windows 11, ma vulnerabilità simili scoperte in Windows 10 non vengono più corrette tramite gli aggiornamenti standard.
Non conta solo il numero delle vulnerabilità, ma anche la loro gravità
I dati di Lansweeper evidenziano un aspetto ancora più importante.
Dal totale delle vulnerabilità identificate sui dispositivi Windows 10:
- il 66,6% è classificato come High o Critical;
- il 2,4% sono vulnerabilità attivamente sfruttate in attacchi reali (“known exploited”).

Ciò significa che molti dei problemi esistenti non sono solo teorici. Sono già utilizzati dagli attaccanti in campagne di ransomware, malware o compromissione delle infrastrutture IT.
Inoltre, gli specialisti spiegano il fenomeno del patch diffing: dopo la pubblicazione degli aggiornamenti per Windows 11, gli attaccanti analizzano le modifiche e identificano le stesse vulnerabilità rimaste non corrette in Windows 10, sviluppando exploit dedicati.
Perché le organizzazioni utilizzano ancora Windows 10?
A prima vista, la risposta sembra semplice: i costi. In realtà, la situazione è più complessa.
Le PMI rimangono le più indietro
Le piccole e medie imprese registrano la maggiore percentuale di dispositivi Windows 10.
Secondo i dati di Lansweeper:
- il 21,4% dei PC posseduti da piccole e medie imprese esegue ancora Windows 10;
- nelle organizzazioni enterprise la percentuale è del 16,6%.
La spiegazione è principalmente dovuta a budget limitati e cicli di sostituzione delle apparecchiature più lunghi.
L’utilizzo di Windows 10 differisce significativamente in base al settore
La distribuzione non è uniforme tra i settori economici. Le percentuali più alte di sistemi Windows 10 si riscontrano in:
- sanità e industria farmaceutica (23%);
- vendita al dettaglio e beni di consumo (22,7%);
- produzione industriale (18%).
Questi settori utilizzano frequentemente apparecchiature certificate, terminali POS, controller industriali o dispositivi integrati in processi tecnologici, dove il cambiamento del sistema operativo richiede costose validazioni o addirittura la sostituzione dell’intera apparecchiatura.
Alcuni sistemi non possono nemmeno essere aggiornati
Un altro interessante risultato dello studio è che non tutti i dispositivi Windows 10 possono essere migrati.
Lansweeper stima che circa il 2,8% dei sistemi Windows 10 utilizzi hardware incompatibile con Windows 11, il che significa che l’unica soluzione è la sostituzione fisica dell’apparecchiatura.
Queste situazioni sono frequenti nel caso di:
- terminali POS;
- apparecchiature industriali;
- dispositivi rugged;
- sistemi integrati in linee di produzione.
La differenza è importante dal punto di vista della pianificazione IT: un computer compatibile rappresenta un progetto di migrazione, mentre uno incompatibile implica investimenti in nuovo hardware.
Il rischio non è solo tecnico, ma anche di conformità
L’utilizzo di un sistema operativo senza supporto influisce anche sulla conformità con i moderni standard di sicurezza.
Le organizzazioni che devono rispettare i requisiti di protezione dei dati, l’audit di sicurezza o standard come ISO 27001 e i requisiti di resilienza informatica possono incontrare difficoltà nel giustificare l’uso di sistemi senza supporto ufficiale.
Inoltre, le assicurazioni contro il rischio informatico e gli audit esterni analizzano sempre più attentamente l’esistenza di sistemi End of Life nell’infrastruttura aziendale.
Gli Extended Security Updates non rappresentano una soluzione permanente
Microsoft offre il programma Extended Security Updates (ESU) per alcune categorie di utenti, ma questo deve essere considerato una soluzione temporanea.
Il programma estende la disponibilità degli aggiornamenti di sicurezza per un periodo limitato e a pagamento, senza eliminare la necessità di migrare a una piattaforma supportata. Secondo Lansweeper, dopo la scadenza di questo periodo, un numero significativo di dispositivi entrerà automaticamente nella categoria dei sistemi completamente non supportati.
Conclusione
I dati pubblicati da Lansweeper confermano ciò che gli specialisti di sicurezza informatica anticipavano: il problema non è più quante organizzazioni utilizzano Windows 10, ma il livello di rischio che queste si assumono.
Un dispositivo Windows 10 espone l’organizzazione a quasi tre volte più vulnerabilità attive rispetto a un PC Windows 11, e la differenza continuerà a crescere man mano che i nuovi aggiornamenti di sicurezza saranno disponibili esclusivamente per le piattaforme supportate. Per le aziende, la migrazione non è più solo un progetto di modernizzazione IT, ma una misura essenziale per ridurre il rischio operativo, di conformità e di protezione contro gli attacchi informatici.
Fonte: lansweeper.com